Va bene così - Intervista a Dario Casetti

Come è cominciata la tua carriera di regista?

Cominciò tutto nel 1991, dopo un primo esperimento tra amici. All'epoca girammo due film amatoriali che erano ambiziosi nel progetto ma un po' deludenti come risultato (dal mio punto di vista). S’intitolavano Giustizia sommaria e La valle del silenzio: un’esperienza divertente in cui vennero coinvolti tanti amici, il frutto di una passione crescente, che si è poi concretizzata nei miei studi di cinema all'Università di Torino.

Come è nata l'idea per questo cortometraggio?

Il soggetto è tratto da una mia riflessione che risale all'estate del 2002. In quei mesi avevamo finito di girare il precedente cortometraggio "La fotografia" (poi vincitore del concorso Spazio Torino al XX Torino film festival) ed io volevo provare a realizzare qualcosa che potesse venir apprezzato almeno in parte anche dal pubblico e non solo dalle selezionate e qualificate giurie dei festival cinematografici. E così ho pensato ad una storia semplice che potesse essere reale e verosimile, dove ci si potesse facilmente identificare. Ne ho parlato con Glauco Salvador, che ha arricchito con dialoghi efficaci l'idea di partenza, ed insieme abbiamo sviluppato le varie sequenze degli avvenimenti nella sceneggiatura definitiva.
Una storia d'amore, una confessione, una riflessione sull'amore con un finale a sorpresa:

Come hai lavorato sulla sceneggiatura?

Tutto parte dal monologo-confessione del protagonista Riccardo (Maurizio Fassina) che racconta ad un misterioso interlocutore la presunta fine della sua storia d'amore. Sembra quasi che il protagonista cerchi di convincersi di aver fatto tutto il possibile per salvare la sua relazione con Mel (Ilaria Gariazzo) e la sua narrazione, malinconica e triste, è anche lo specchio di come sia cambiato nella società odierna il rapporto uomo-donna . Il racconto del protagonista si sviluppa mediante una serie di flash back che riportano alla memoria le vicende del suo rapporto sentimentale e tale racconto serve a rappresentare il cambiamento dei ruoli nelle coppie moderne. Il lato forte della storia è infatti caratterizzato proprio dalla parte femminile (Mel), che decide ed imposta la sua relazione con Rick, relegando il protagonista maschile quasi ad un mero osservatore delle decisioni già prese in partenza. Il colpo di scena finale ha la funzione di accendere una speranza, anche se la fine rimane a suo modo "aperta". L'intenzione della sceneggiatura era di far si che ogni spettatore si costruisse un "suo" finale, più consono alla sua personale sensibilità. Dopo i titoli di coda comunque viene suggerito una possibile conclusione per quelli che amano a tutti i costi il classico "happy end".

Come avete lavorato con gli attori?
I due protagonisti Maurizio Fassina e Ilaria Gariazzo sono molto bravi e vantano una pluriennale esperienza in campo teatrale con la compagnia biellese "Teatrando", cosicché non è stato difficile lavorare con loro. Abbiamo solo dovuto ottimizzare la recitazione che doveva essere impostata secondo gli standard cinematografici, cercando cioé di eliminare quelle impostazione tipiche dell'esposizione teatrale. Sono stati bravi e attenti alle mie richieste sul set anche Patrizia Verrastro (zia Agata), Patrizia Latini (zia Cecilia), Gigi Travostino (il barman) , Davide Amisano (Marco), Alexia Biondi, Ignazio Labua e Alberto Albertino, che hanno saputo ben caratterizzare i loro personaggi.

Cosa puoi dire circa la durata più lunga della media in fatto di cortometraggi?
Va bene così in effetti dura 30' c.a. e ha una durata superiore ai classici cortometraggi. In sala di montaggio (a cura di Paolo Acquadro) ci siamo accorti che il film sarebbe durato più dei 20' preventivati inizialmente, tuttavia non abbiamo ritenuto opportuno limitare lo sviluppo narrativo anche perchè la storia cresce in drammaticità verso la fase finale dopo una preparazione della vicenda più pacata. Raccontare una storia che si articola su quattro anni di vita è già breve in 30', di meno non potevamo fare senza evitare di saltare le fasi che devono portare al climax finale.

Qual è stato l'iter produttivo di questo tuo lavoro?
I produttori del film collaborano da tempo alla realizzazione dei miei progetti. Giacomo Chiorino e Federico Botto oltre all'aiuto finanziario ed al supporto organizzativo sono stati entusiasti di poter realizzare questo lavoro, tant'è che anche in futuro la loro collaborazione continuerà sempre più assiduamente. Inoltre le amministrazioni pubbliche (Comune di Biella, Provincia e Università Popolare Subalpina) ci hanno fornito l'appoggio organizzativo indispensabile per poter lavorare con estrema libertà operativa in ogni angolo della città.

Qual è stata sinora la storia di questo corto?
Attualmente il cortometraggio proverà a partecipare ai festival che non hanno limitazioni restrittive di durata per i cortometraggi. La durata di 30' in effetti ci limita un po', ma sarà comunque presentato a festival come Genova, Bellaria, Valdarno e Pesaro. Inoltre, essendo un prodotto studiato anche per il pubblico, proveremo a collocarlo presso qualche televisione privata che voglia acquistarne i diritti di proiezione.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Nel mese di aprile 2003 sarò impegnato a realizzare uno spot per conto della Lega italiana tumori per la lotta al tabagismo tra i minori, mentre a giugno 2003 inizieremo le riprese di un nuovo cortometraggio (in questi giorni si sta concludendo il casting) da realizzare in pellicola e da destinare ai più importanti concorsi italiani ed europei.

Tratto da Shortvillage.com